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- Descrizione botanica
- Impiego
- Descrizione della pianta
- Descrizione dell'impiego
- Note ed avvertenze
Descrizione botanica
L’ enotera o rapunzia, nome latino Oenothera biennis, è una pianta angiosperma dicotiledone che appartiene alla sottoclasse delle Rosidae, all'ordine delle Myrtales e alla famiglia delle Oenagraceae.
Originaria dell'America settentrionale, è al giorno d’oggi abbastanza diffusa nelle zone costiere mediterranee ed atlantiche.
Si trova nella maggior parte delle regioni temperate dove cresce in luoghi con pendenza e suolo sabbioso.
È una pianta vivace spesso coltivata come pianta da giardino roccioso o in canestri sospesi.
È talvolta piantata per far fronte allo smottamento del terreno e anche coltivata per il suo olio essenziale ricco di molte virtù.
È facile da coltivare poiché tollera bene la siccità ma bisogna fare attenzione perché è invasiva e sfugge ai giardini.
Si tratta di una pianta semestrale. Il suo gambo è macchiato di rosso e le foglie crescono lungo il gambo. I fiori sono gialli ed hanno quattro petali; sbocciano di giorno e la maggior parte si apre la notte.
L'impollinazione è principalmente entomofila, effettuata cioè da diverse specie di insetti in particolare la notte.
Impiego
L’enotera viene chiamata l'amica delle donne perché è utilizzata per le sindromi premestruali, per i disordini della menopausa, per la prevenzione dei disordini circolatori e cardiovascolari e inoltre si usa anche per migliorare la salute e la bellezza di capelli ed unghie.
L'olio di enotera è molto ricco in acidi grassi essenziali (in particolare l’acido gamma-linoleico).
Previene l'invecchiamento della pelle.
È riconosciuto per le sue proprietà emollienti, idratanti e rivitalizzanti.
Così come l'olio di borraggine, si consiglia di usare questo olio mescolandolo all'olio di mandorla dolce.
Descrizione della pianta
Originaria dell'America settentrionale, l'enotera cominciò ad essere conosciuta in Europa a partire dal XVII esimo secolo, dove fece la sua prima comparsa nei giardini a scopi decorativi.
Molto profumata e misteriosa per questa sua caratteristica di aprirsi di notte, al calar della sera attira molti insetti ed anche uccelli.
Così come per tutte le specie animali o vegetali importate, talvolta sorgono dei problemi di ecosistema: la grande diffusione di questa pianta al di fuori del suo areale di distribuzione, l’ha messa in contatto con insetti impollinatori che non si sono pienamente adattati al suo fiore.
Esiste infatti un tipo di farfalla sfinge che rimane imprigionata nel calice del fiore e non riesce più ad uscire.
In fitoterapia, le proprietà notevoli dell’enotera sono sempre più conosciute ed apprezzate.
Le parti utilizzate della pianta sono soprattutto i semi da cui si estrae l’olio per pressione a freddo.
Descrizione dell'impiego
I costituenti principali dell’enotera sono gli acidi grassi poli-insaturi (fino al 25 %), gli acidi grassi essenziali ad esempio acido linoleico (8- 14 %), acido gamma-linoleico omega 6 (65-80 %) e acido oleico (6-11 %).
Tra gli effetti principali riscontrati c’è quello anti infiammatorio: gli acidi grassi essenziali contenuti nell'olio di enotera agiscono come precursori delle prostaglandine (PGE1).
Le prostaglandine hanno un ruolo fondamentale nello svolgimento del processo ormonale durante le mestruazioni.
L'acido gamma-linoleico ha un’azione molto favorevole sulla ghiandola mammaria e ha quindi applicazioni nei casi di mastopatie e dolori mammari.
L’assunzione di olio di enotera durante la sindrome premestruale e le mestruazioni dolorose permette pertanto un aiuto molto benefico che in più è provato da studi clinici.
Sul sistema cardiovascolare l’enotera ha un’azione ipotensiva e antisclerotica.
È un regolatore dell'idratazione della pelle grazie agli acidi omega, dunque ha degli effetti benefici in caso di eczema, psoriasi, pelle secca, acne, dermatite atopica e invecchiamento della pelle.
Una dieta che contiene più del 12 % della razione calorica totale in acido linoleico comporta un ribasso del colesterolo HDL, con un meccanismo di scissione del LDL in esteri di colesterolo, e con inibizione della sintesi epatica delle lipoproteine.
Note ed avvertenze
Non esiste nessuna interazione conosciuta con altri rimedi o medicinali.
Come effetto secondario potrebbe dare disordini digestivi.
Controindicazioni: consumato per uso interno in forte quantità, in caso di epilessia potrebbe dare inizio alla crisi.
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