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Carica papaya L. - fam. Caricacee
 

Nella composizione troviamo Enzimi proteasici (20%) quali la papaina, la chimopapaina A e B, la papaiapeptidasi oltre a Vitamina C e altri acidi organici Le proprietà che trovano ed i campi nei quali troviamo tradizionalmente impego sono: - Azione digestiva: La papaina è un enzima proteolitico contenente come centro attivo un gruppo sulfidrilico, correttamente classificata fra le tiolproteasi, che esercita la sua azione digestiva localmente nel tratto gastrointestinale. La quantità assorbita è minima e pertanto minime le eventuali azioni nocive su altri organi. E' usata principalmente nei disturbi di tipo dispeptico come flatulenza, gonfiori intestinali, pesantezza post-prandiale e stitichezza. Con analoga modalità potrebbe svolgere un'attività fibrinolitica utile per contrastare i disturbi aterosclerotici, sono in corso studi di approfondimento in tal senso. - Azione antiedemigena-antinfiammatoria: Papaia è un valido aiuto negli edemi sia post-traumatici che di origine infiammatoria mediante meccanismo proteolitico sulla fibrina, facilitando il drenaggio del focolaio infiammatorio e il riassorbimento del travaso emorragico. La chimopapaina è in grado di idrolizzare i proteoglicani che si accumulano nei dischi intervertebrali degenerati. Per esplicare al meglio questa attività deve però essere assunta lontano dai pasti: 1 ora prima o 2 ore dopo. Ben noto è l'impiego dell'elixir papaina nella scuola fitoterapica francese. Azione di prevenzione dell'ulcera: contrariamente a quanto ci si attenderebbe per una pianta ad azione fibrinolitica, la somministrazione preventiva per 6 giorni di papaina previene i danni delle sostanze che manifestano azione ulcerativa nei confronti dello stomaco. Questa capacità potrebbe renderla un valido aiuto per quei soggetti affetti da artrite e reumatismi che sono obbligati ad assumere alte dosi di antinfiammatori steroidei e non steroidei. - Azione tonificante-ricostituente: anche questa attività è stata oggetto di indagini. Recentemente l'Istituto Luc Montagner ha sperimentato la papaina, unitamente ad altri enzimi proteolitici, come coadiuvante nel trattamento di malattie degenerative a carico del Sistema Nervoso Centrale con risultati incoraggianti.  


Denominazione botanica: Carica papaya L. - fam. Caricacee Sinonimi: albero dei meloni Nomi stranieri: ingl.: pawpaw, papaya; fr.: papayer; ted. - Melonenbaum, Papayabaum; Parti usate: lattice ottenuto per incisione del pericarpo del frutto immaturo Solvente di estrazione: acqua Pianta originaria dei Caraibi, la Papaia cresce bene su terreni fertili e viene oggi coltivata nelle zone tropicali del Sud-America e dell'Asia. Si tratta di un pianta erbacea poliennale che vive circa 5 anni, dioica, alta fino a 7 m, senza rami e con un ciuffo di foglie terminali palmatosette che gli conferiscono un aspetto simile alle palme. Negli esemplari femminili alla base delle foglie si trovano i fiori (femminili) da cui origineranno i frutti, bacche giallo-verdi commestibili, dalla polpa giallo-arancio, con un pericarpo ricco di succo lattiginoso.

Prodotto incluso nel registro degli integratori del Ministero della Salute. Codice E 06 18362-Y


Rombi M.:100 piante medicinali, Edizioni Romart, Bergamo, 1993 Leipner J., Saller R.: Systemic enzyme therapy in oncology: effect and mode of action, Drugs 2000 Apr.; 59(4): 76-80 Morton J.: "Papaya", pag. 336-346 in Fruits of warm climates, Julia F.Morton, Miami, 1987 Pedretti M.: Chimica e farmacologia delle piante medicinali, Studio Edizioni, Milano, 1983


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