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Tarassaco (Taraxacum officinale)

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DESCRIZIONE BOTANICA
Denominazione botanica: Taraxacum officinale Web., Taraxacum dens leonis Desf., Leontodon taraxacum L.
Famiglia: Asteracee (Composite)
Sinonimi: dente di leone, soffione, piscialetto, cicoria selvaggia, cicoria burda, bofarella, ingrassaporci
Nomi stranieri: ingl. – Dandelion, Lion's tooth, Cankerwort; fr. - Pissenlit, Dent-de Lion; ted. - Lowenzahn, Kuhblume; sp - Diente deleon, Amargon, Taraxacon, Almiron
Parti usate: radice

tarassaco officinale Il Tarassaco officinale è una pianta erbacea perenne molto comune nei climi temperati, soprattutto in Europa ma anche in America del Nord dove è stato introdotto. In Italia è ampiamente diffuso nei prati e al ciglio della strada, quindi in campagna ma anche in zone fortemente antropizzate, e predilige gli spazi aperti e soleggiati. Il Tarassaco é una Angiosperma appartenente alla Famiglia delle Asteracee (o Composite) alta tra i 10 e i 40 cm al massimo con fioritura da marzo a maggio ma a volte anche più prolungata. Presenta una radice a fittone dalla quale si diparte una rosetta di foglie basali lobate dai margini irregolari e dentati, e dei fusti glabri ossia senza foglie che portano alla sommità il fiore. I gambi sono carnosi, tubulari, cavi e contengono un succo lattiginoso. Il fiore è in realtà un’infiorescenza detta capolino, tipica della famiglia, composta da tanti piccoli fiori di colore giallo, ognuno dei quali darà origine ad un seme. I semi del Tarassaco sono trasportati dal vento anche a molti chilometri di distanza dalla pianta madre e per questo scopo ogni seme è attaccato ad un gambo con dei filetti lanuginosi bianchi che hanno il ruolo di paracadute. Ciononostante avviene anche l’impollinazione ad opera di insetti, soprattutto api e bombi. La coltivazione del Tarassaco deve avvenire di preferenza in presenza di luce solare completa anche se la luce parziale è tollerata, e in un terreno che consiste in terriccio o terriccio arricchito in argilla. Il Tarassaco officinale può essere molto aggressiva e infestante e può rigenerarsi da piccole parti della radice. Le foglie sono mangiate da molti generi di insetti, comprese parecchie specie di lepidotteri, inoltre da qualche passeraceo, da mammiferi erbivori come conigli, cervi e usate anche come mangime per gli animali da allevamento.

USO POPOLARE
Il Tarassaco è conosciuto fin dall’antichità con molti nomi volgari, ognuno con una sua spiegazione relativa alla forma o all’uso della pianta. Eccone alcuni: piscialetto per le virtù diuretiche, dente di leone per la forma dentata delle foglie, soffione per la caratteristica dei suoi semi volatili, ma anche lattuga di cane, cicoria selvatica, fiorino d’oro, corona di monaco ecc. La maggior parte della gente considera il Tarassaco come un'erbaccia infestante e poco attraente ma da sempre sono note le sue virtù e il suo uso nella medicina popolare. Le sue proprietà sono depurative, diuretiche, toniche, lassative, stimolanti della secrezione biliare, stimolanti dell’appetito, digestive e fortemente antiossidanti. A livello alimentare tutte le parti della pianta sono utilizzate: radici, foglie, fiori. Le radici arrostite costituiscono un sostituto del caffè, le giovani foglie del dente di leone sono eccellenti in insalata con mele, del formaggio Beaufort ed un filo di olio di noce, ed i fiori entrano nella composizione di una deliziosa confettura dove si sposano con arancia e limone. Molto usato al giorno d’oggi in fitoterapia e omeopatia, il Tarassaco un tempo veniva assunto con tisane e decotti o consumato fresco. Ci sono diversi detti e dicerie che si riferiscono al Tarassaco, ad esempio un tempo si consultava come si fa ora con l’oroscopo: il numero di volte che una ragazza era obbligata a soffiare per disperdere i semi dava il numero di anni di attesa del matrimonio. Questo riferimento alla donna e indirettamente alla fertilità forse ha preso origine dal fatto che la pianta è capace di riprodursi senza processi sessuali tramite un meccanismo, la partenogenesi, che interessa molto i botanici. Inoltre il modo di dire “mangiare il tarassaco dalla radice” significa essere morti sepolti!

EVIDENZE SCIENTIFICHE
I principi attivi del Tarassaco sono numerosi: esso è ricco in sali minerali e in vitamine A, B, C, D e inoltre in fitosteroli, terpeni e flavonoidi. Durante la stagione primaverile le foglie e la radice del Tarassaco cominciano a produrre il mannitolo, che è una sostanza utilizzata nel trattamento di ipertensione e problemi cardiaci. Il giornale dell’American Medical Association del 23 giugno 1951 indicava già che i fiori del Tarassaco contengono i grandi quantità della vitamina A e della vitamina B2 (riboflavina) che possono dare ottimi risultati nella cura di problemi della vista e in particolare per la riduzione della visione notturna. I rimedi di erboristici a base di Tarassaco sono usati come diuretico con risvolti nel trattamento di ipertensione perché riducono il volume totale di liquido presente nel corpo. Come ausilio nei casi di intossicazione, la radice è considerata uno dei rimedi più efficaci. I residui tossici accumulati nel fegato e nella vescica sono rimossi da questo rimedio di erbe che agisce principalmente sul funzionamento del fegato e della cistifellea. I reni inoltre sono stimolati dal Tarassaco e allo stesso tempo attraverso l'urina prodotta si permette una veloce rimozione delle tossine.

Tarassaco: riviste e libri
L'utilizzo del Tarassaco nella moderna fitoterapia si concentra perlopiù su le seguenti proprietà:
- combatte la ritenzione idrica [1]
- brucia i depositi di grassi [2]
- azione depurativa sul fegato [4]
- azione diuretica [3]
- azione coleretica [5]

Grazie all'aumento di bile, dovuto al principio chiamato taraxina principio amaro che attiva le contrazioni di della cistifellea e decongestiona il fegato, il tarassaco é indicato come erba "brucia grassi". [2]

L'azione diuretica é dovuta fondamentalmente ai flavonoidi contenuti nelle radici. Potassio e eudesmanolidi facilitano l' eliminazione delle tossine responsabili di alcune orme infiammatorie.

Lazione coleretica é data dai alcoli triperpenici, i quali, sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici sono in grado di aumentare la secrezione biliare stimolando i processi di coniugazione delle sostanze tossiche e facilitando l' eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo. Prevengono anche la formazione dei calcoli biliari.  

1- Riza psicosomatica, Gen 2005
2- Top salute, Mar 2005
3- Natural1, Ott 2003
4- Curarsi con le erbe e con le piate, rimedi naturali; Demetra
5- 100 piante medicinali, Max Rombi. Ed. Romart

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Note e avvertenze:
Attenzione: gli usi del tarassaco sono qui suggeriti solo a titolo puramente indicativo e non intendono sostituirsi alle cure mediche. I prodotti erboristici sono degli integratori che promuovono il benessere. Per problemi seri si consiglia vivamente di chiedere sempre consiglio ad uno specialista



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